SINDACO & C.: IL SONDAGGIO MISTERIOSO – da “la Piazza” di agosto 2015

Scritto da il 9 Agosto 2015

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SINDACO & C.: IL SONDAGGIO MISTERIOSO
– “Agosto moglie mia non ti conosco”, recitava un proverbio un po’ balneare e un po’ maschilista… ma da qualche tempo si potrebbe aggiornare con “Agosto politica mia non ti conosco”. E’ il periodo dove prevale il gossip, dove prendono la parola i tuttologi della supercazzola, quelli che non contano niente come le terze e quarte linee dei galoppini dei partiti. Agosto è periodo anche dei furbastri della politica che usano l’ombrellone, le cene con guazzetto in costosi ristoranti sul porto di rinomate località turistiche. Qui si fanno accordi e accordicchi, giochi e giochini per l’imminente autunno, spesso caldo. Bisogna stare attenti agli ultimi colpi di coda dei consigli dei ministri, giunte comunali e regionali. C’è sempre l’emendamento maialesco o l’approvazione di provvedimenti che hanno bisogno di poca luce e tanta oscurità, soprattutto della distrazione dei cittadini e del silenzio di giornalisti compiacenti.
In agosto pertanto c’è la certezza delle manovre delle zone grigie partitesche (nonostante le ostentate abbronzature) che avvalorano il detto “Ti conosco mascherina”.
In agosto si fanno pochi sondaggi sulla politica e sui partiti, magari si fanno in luglio. Come è capitato a Cattolica. Un sondaggio “fantasma”, dicono commissionato dalla segreteria del Pd regionale, per tastare il polso del consenso, o meno, che godono le amministrazioni del Pd in scadenza di mandato. Anche il sottoscritto è stato “sondaggiato” nella prima decade di luglio e si è sottoposto per qualche minuto ad una sfilza di domande. Oggetto: il giudizio sul sindaco, la sua giunta, sui servizi erogati, ecc. La risposta richiesta era prevalentemente un voto da zero a dieci. Il finale d’obbligo: per chi si era votato e per chi si sarebbe votato nel 2016.
I risultati? Bocche cucite, qualche ammiccamento… ma che manifestano però grande imbarazzo, e forse anche un pizzico di vergogna. Dunque, il sondaggio, si desume, pare abbia “affondato” il sindaco Cecchini e la sua giunta con giudizi poco lusinghieri. Qualcuno sussurra che la sufficienza sia stata data solo da uno-due intervistati su dieci. Se fosse vero si tratterebbe di una vera catastrofe politica. Madunéna senta!…
A riprova di questo giudizio, il silenzio e la mancanza di reazioni del Palazzo cecchiniano. Ma la controprova più eclatante sono le scelte del direttivo del Pd cattolichino del 23 luglio e ampiamente diramate alla stampa. Tutto lo sbandieramento perpetrato per mesi dal sindaco e giunta sulla vendita, data per sicura, delle farmacie e della fusione con San Giovanni e del servizio di Polizia urbana con Riccione & C. … viene azzerrato con un voto praticamente all’unanimità dei presenti del direttivo Pd.
Assenti sindaco, assessori e consiglieri comunali, e ciò la dice lunga sul clima interno, tranne l’amorosa coppia di consiglieri Paolo & Laura. Insomma, al povero sindaco e assessori gli viene tagliata la faccia e “spernacchiati” pubblicamente dal loro stesso partito. Morale? Il sindaco, che ha detto che non si ricandiderà (ci dobbiamo credere?) non è più presentabile e spendibile, così come la sua squadra di assessori. Ora sarà curioso vedere se sulla vendita della farmacia il sindaco tenterà un colpo di mano. L’opposizione è schierata per il no. Il Pd in Consiglio è spaccato e la maggior parte dei consiglieri è per il no. Decisione ratificata dal direttivo del partito.
La caduta di consenso della giunta Cecchini, ma chi aveva occhi e orecchie libere lo aveva visto e sentito da tempo (e alcuni detto e urlato ai quattro venti), sta per trascinare a fondo anche il loro partito di riferimento e quel monocolore che guida la città: il Pd. Per molti osservatori il dado è tratto, ma per necessità pensano di ricorrere ai ripari prendendo di fatto le distanze su alcune scelte ancora da attuare. Su molte di quelle già fatte è contestate dalla cittadinanza, a tu per tu confermano l’errore, ma in pubblico devono difenderle, o tacciono perché le hanno votate anche loro. Ah! se tanti consiglieri di maggioranza potessero tornare indietro sul progetto Prode della nuova viabilità… Al ripetuto “ricatto” sindacalesco: allora mi dimetto… oggi pare non reggere più. Anzi, la risposta sta nel ritornello di Tony Cucchiara: se vuoi andare vai, io non ti fermerò…
Ma a complicare la vita di questo Pd locale, ci sono i guai nazionali di un Renzi (premier e segretario del partito in caduta libera nei consensi) che gli ha cambiato verso, cioè gli ha cambiato la sua natura storica e ideale portandolo nell’alveo melmoso, programmatico e morale, di una destra berlusconiana che si sente persa nella sua identità perché sostituita da un renzismo più giovane, “moderno” e rampante. Complicazione nella complicazione le guerre più o meno sotterranee delle varie scuderie per posizionarsi nella candidatura per il prossimo sindaco.
Il paradosso, nazionale e anche locale, è che la filosofia della rottamazione (faceva effetto sull’italiano medio abituato a vedere solo lestofanti ammuffiti) si sta risolvendo nei fatti, che oltre a qualche cariatide (D’Alema e poco altro), stanno rottamando forse i migliori. Anzi, c’è proprio una volontà che quelli, anziani o giovani, che hanno una qualche idea di sinistra, programmatica ma soprattutto in tema di moralità, sono i primi ad essere rottamati o spinti direttamente o indirettamente ad andarsene. E dove non ritornano i “vecchi” marpioni (ma stanno ritornando! Anzi non hanno mai mollato le redini delle decisioni importanti, magari quelle che si fanno in altri centri di potere), le vecchie volpi del partito, tanto per “smerdarsi” ancora di più, arriva, ben accettata, tutta la palude degli ex forzaitalioti, destrosi, ecc. Spesso con problemi giudiziari in corso che fanno sempre curriculum… Signori, basta vedere quello che accade in Parlamento (dice qualcosa Verdini? E Azzollini?…), oppure dare un’occhiata alle liste che hanno sostenuto i candidati governatori del Pd nelle regionali. Impresentabili? Forse anche peggio…
La politica renzista e dei suoi fedelisimi (arridatece Gasparri, Gelmini e Santanchè!…) è solo puntata alla caccia (e cacciata) dei cosiddetti dissidenti. Signori del Pd, il ricatto politico-ideologico del meno peggio o del fare il gioco della destra e dei populisti non regge più. Avete visto le ultime elezioni? Il Pd ha perso 2 milioni di voti nel giro di un anno… E perché il ricatto non regge più? Perché all’opera (governo nazionale e locale) molte volte vi siete comportati peggio di loro. Un “cerchio magico” di lacchè attorno al capo, cattivi e boriosi che frequentano e si contaminano con cattive compagnie. La prova? Le inchieste giudiziarie degli ultimi due anni vedono coinvolti, percentualmente, più esponenti dell’area Pd che di tutti gli altri partiti. Vorrà dire qualcosa? Il Psi di Craxi e il craxismo vi hanno insegnato qualcosa?…
In conclusione, le scuderie e lotte per “bande” sono in corso anche a Cattolica, girano nomi non proprio di “primo pelo”. Poi ci sono alcuni giovani che stanno lì (a cargè l’acqua?) che pensano di contare. La domanda per loro è: ma ci fate o ci siete?…


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